Il nuovo primo ministro britannico David Cameron in queste ore è a Belfast per una serie di colloqui con le forze politiche locali.
E’ stato accolto dal primo ministro dell’Irlanda del Nord, non rieletto a Westminster, Peter Robinson (Dup) e dal suo vice Martin McGuinness (Sf), ma vedrà anche i leaders dell’Alliance Party, dei socialdemocratici e del Ulster Unionist Party (rimasto a secco di seggi) con cui i conservatori avevano stretto un’alleanza pre-elettorale.
Due i temi cardine degli incontri. Da una parte le attività terroristiche dei dissidenti repubblicani, che ogni tanto seminano ancora qualche morto, dall’altra la grave crisi economica che attanaglia la regione.
I partiti nord-irlandesi sono compatti nel non volere tagli alla spesa pubblica nell’Irlanda del Nord, a fronte della situazione preoccupante in termini di disoccupazione.
L’accordo governativo tra conservatori e liberaldemocratici, reso noto proprio oggi nei dettagli, prevede uno studio sulla possibilità di diminuire le tasse per le imprese nord-irlandesi. Queste tasse nel Regno Unito ammontano al 28%, nella Repubblica d’Irlanda al 12,5%: è evidente che le imprese dell’Irlanda del Nord desiderano una riconsiderazione della percentuale per competere con la vicina Repubblica.
Cameron ha dichiarato che al momento non sono previsti tagli alla spesa pubblica ma che anche l’Irlanda del Nord dovrà partecipare ai sacrifici, come il resto del Regno Unito. Tuttavia la sua intenzione è potenziare l’industria della regione. I dettagli non sono ancora ufficiali, ma gli osservatori prevedono che il governo finanzierà direttamente progetti chiave e, come già accennato, ridurrà le tasse per le imprese.