Inserito da: maxmelley | Giugno 11, 2009

Elezioni europee, tonfo del governo di Dublino

Le previsioni della vigilia sono state rispettate: il governo irlandese, e il suo partito più importante (il Fianna Fail), ha avuto un tonfo, dovuto probabilmente alla pesante crisi economica che ha investito il Paese e alla sensazione che FF e premier abbiano “navigato a vista” più che prendere seri provvedimenti anti-crisi.
L’immagine del governo è insomma molto bassa oggi in Irlanda, e il Fine Gael, di centro, affiliato al Ppe, diventa primo partito con il 29% dei consensi. Il Fianna Fail è staccato (24%), buono il successo dei laburisti e la tenuta del Sinn Fein (entrambi sopra il 10%).
Delude invece Libertas, il partito pan-europeo (si candidava in svariati Paesi dell’Ue) nato proprio in Irlanda in occasione del referendum sul Trattato di Lisbona (Libertas fece grande campagna per il vittorioso “no”).

La piccola rivoluzione è confermata dai dati circoscrizionali. L’Irlanda è suddivisa in quattro circoscrizioni, ciascuna delle quali elegge tre eurodeputati (prima, la circoscrizione della capitale ne eleggeva quattro).
A Dublino e dintorni sono fuori dal Parlamento europeo due dei quattro uscenti: Eoyn Ryan (Fianna Fail) e Mary Lou McDonald (Sinn Fein). Confermati ai primi due posti gli uscenti Gay Mitchell (Fine Gael) e Proinsiass De Rossa (Laburisti).
Il candidato del Fianna Fail è terzo per numero di prime preferenze (il sistema elettorale è quello del voto singolo trasferibile) ma viene superato dal candidato socialista Joe Higgins per le seconde preferenze: questi conquista quindi il terzo seggio dublinese.
Nella circoscrizione Est sono rieletti i due uscenti del Fine Gael (McGuinness) e del Fianna Fail (Aylward). A loro s’aggiunge Nessa Childers, con esperienze a livello locale nei Verdi e dal 2008 passata ai Laburisti. Il Fine Gael perde qui, dunque, un seggio (ne aveva due su tre).
Nel Nord-Ovest il panorama era più vario. Ben 13 candidati di cui 6 indipendenti, nonché il leader di Libertas Declan Ganley che però finisce quarto con il 13,6% (ottimo risultato rispetto ai colleghi di partito nelle altre circoscrizioni, ma non sufficiente a staccare il biglietto per Bruxelles.
Prima è l’uscente indipendente Marian Harkin, poi il Fianna Fail e il Fine Gael.
Nel Sud, tra gli uscenti ce la fa solo Brian Cowley (Fianna Fail, ma visto come lontano dalle politiche governative), gli altri seggi vanno al Fine Gael e ai Laburisti (che si sostituiscono a una indipendente).

Tirando le somme, il Fine Gael è primo partito nei seggi conquistati (quattro), segue il Fianna Fail (tre), ma entrambi questi partiti perdono un seggio.
A ruota i laburisti (tre seggi anche per loro, conquistandone due) e un’indipendente confermata. Entra a Bruxelles in quota irlandese il Partito socialista.

In Irlanda del Nord la lettura dei dati potrebbe fare gridare alla rivoluzione: primo partito delle Sei Contee è il Sinn Fein col 26%. Sarà ancora Bairbre de Brun a rappresentare il partito repubblicano pan-irlandese a Bruxelles. Seconda è Diane Dodds del Democratic Unionist Party (che è il primo partito dell’Irlanda del Nord), terzo l’uscente James Nicholson dell’Uup, che per l’occasione ha creato un cartello elettorale con i conservatori della Gran Bretagna (si chiama Conservatives and Unionists) con lo scopo di portare in Irlanda del Nord la terminologia politica abituale di Londra.
Il primato del Sinn Fein, comunque, si spiega solo con la presenza in campo unionista dell’uscente Jim Allister, ex Dup, che ha fondato la Traditional Unionist Voice e ha conquistato una percentuale di tutto rispetto pur finendo quinto.
Buono infine, anche se ovviamente non sufficiente, il 5,5% conquistato dal partito liberale del Nord-Irlanda, l’Alliance Party.


Lascia un commento

La tua risposta:

Categorie