Inserito da: maxmelley | Marzo 13, 2009

E’ ingiusto il “no” dei Tories inglesi al cavalierato a Ted Kennedy

Sul quotidiano “L’Opinione” è apparso un mio articolo riguardo al cavalierato che il premier britannico Gordon Brown a proposto per il senatore americano Ted Kennedy, che sta per morire di un cancro al cervello.
L’idea del cavalierato a Kennedy ha sollevato molte (a mio parere ingiuste) polemiche tra i conservatori inglesi, a causa dell’amicizia tra Kennedy e il leader nazionalista irlandese Gerry Adams.

Il premier britannico Gordon Brown ha annunciato che il settantasettenne senatore americano Ted Kennedy, gravemente malato, sarà Cavaliere Onorario di Sua Maestà per i suoi meriti sull’istruzione infantile e sull’estensione dell’assistenza sanitaria.
Se negli Stati Uniti la notizia è stata ripresa con commozione, tanti inglesi si stanno ribellando. La maggior parte delle voci contrarie (nel Partito Conservatore, però spaccato, e nei quotidiani) si concentra sull’antica amicizia di Ted Kennedy con Gerry Adams, leader del partito nazionalista irlandese Sinn Fein, il braccio politico dell’Ira. Ma questo appare anacronistico per due ordini di motivi. Il primo riguarda il Sinn Fein e la figura di Adams, che è stato additato senza prove come uno dei capi supremi militari dell’Ira, mentre è indubbio il suo sostegno politico alla causa del nazionalismo irlandese: Adams era già uomo di spicco del Sinn Fein quando nel 1981 quel partito appoggiò lo sciopero della fame in carcere che portò alla morte di Bobby Sands e altri nove attivisti dell’Ira. Durante lo sciopero, il Sinn Fein candidò Sands alle elezioni suppletive di un collegio dell’Irlanda del Nord: fu eletto e divenne membro del Parlamento del Regno Unito per tre mesi, poi morì. E lo stesso Adams è deputato a Westminster dal 1983, eletto a West Belfast con percentuali bulgare, anche se (in coerenza con la sua idea di un’Irlanda unita) non ha mai partecipato alle sedute. Ma c’è di più. Da qualche anno il Sinn Fein governa l’Irlanda del Nord insieme agli storici “nemici” del Dup: un passo necessario per testimoniare che la guerra civile e religiosa è finita. Esiste sì qualche rigurgito (proprio sabato la Real Ira ha ucciso due soldati ad Antrim), ma il clima è mutato: Belfast è oggi una capitale in grado di attrarre intelligenze, artisti e tanti giovani da tutta Europa. Ed è una città in cui una coppia su cinque è mista. E questo è il secondo ordine di motivi per cui è sbagliato ricordare l’amicizia tra Kennedy e Adams per testimoniare l’inopportunità del cavalierato a Kennedy. Oggi non sarebbe pensabile che 100mila persone partecipino al funerale di un Bobby Sands, ma nel 1981 era scontato.
Di che cosa parlano i quotidiani inglesi quando rievocano l’Ira? Dei vili attentati, delle amicizie discutibili con varie guerriglie, dell’aspetto terroristico della loro azione. Ma fingono di dimenticarne l’altra faccia. Ricordiamola allora noi. La popolazione cattolica, nazionalista o no che fosse, era perseguitata su più fronti. Il diritto di voto era detenuto solo da chi era proprietario o affittuario, ciò escludeva tutti coloro che vivevano in famiglia, in stanze ammobiliate o in pensioni: soprattutto cattolici, discriminati dall’assegnazione di alloggi da parte dei sindaci protestanti. Di più, le società commerciali avevano a disposizione voti plurimi, esercitati dai rappresentanti legali, in gran parte protestanti. Tutto questo nella patria del “one man, one vote”! Contro le discriminazioni, negli anni ’60 sorse un movimento per i diritti civili che fu perseguitato dalla Ruc, la polizia speciale sciolta nel 2001 con le scuse del governo britannico per la sua parzialità. I cattolici, discriminati dalla legge elettorale, nell’assegnazione di alloggi e nelle assunzioni, perseguitati dalla polizia, furono costretti a chiedere aiuto all’Ira, che organizzò una vera difesa dei territori a prevalenza cattolica di Derry (Rossville Street) e Belfast (Falls Road). Ecco perché 100mila persone onorarono la morte del membro dell’Ira Bobby Sands. Era uno di loro, di più, l’Ira era uno strumento difensivo per loro. Chi oggi parla contro il cavalierato a Ted Kennedy (che peraltro non appoggiò mai l’Ira, ma si limitò a sostenere il Sinn Fein) dimentica tutto questo.


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