Ancora una volta il governo irlandese è intervenuto sul sistema bancario, e con successo.
Si trattava di negoziare con le due banche principali (Allied Irish Bank e Bank of Ireland) il tempo previsto prima che gli istituti si possano rifare sugli immobili per mutui non pagati.
Attualmente il tempo è di sei mesi ma il governo, che ha il coltello dalla parte del manico perché intento a ricapitalizzare i due istituti di credito, aveva chiesto almeno due anni.
Le due banche stamattina hanno accettato un prolungamento, ma fino a un anno.
Rinegoziare questa tempistica era la precondizione per ricevere sette miliardi di euro dal governo, che comunque (a quanto pare dalle voci) non basteranno a coprire i debiti, ma sono certamente una boccata d’ossigeno.
AIB e Bank of Ireland hanno dichiarato che, se avessero accettato la tempistica di due anni proposta dal governo, avrebbero dato un segnale negativo agli investitori. Ma il Money Advice Bureau resta convinto che il tempo di due anni sarebbe stato meglio, per garantire una certa tranquillità a tutti coloro che sono alle prese con un mutuo che ora non possono pagare.
Il Fine Gael si è intanto scagliato contro i progetti governativi di ricapitalizzazione delle banche, affermando che in questo modo i contribuenti si troveranno in futuro a fare i conti con un debito pubblico inimmaginabile. Meglio sarebbe stato, per il partito di centro all’opposizione, creare fin da subito una “bad bank”.
(fonte: Herald.ie, Irish Times, The Guardian)