Il nuovo presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha deciso di sospendere i processi in corso relativi ai prigionieri nel carcere di Guantanamo, in attesa della chiusura definitiva del penitenziario.
L’Irlanda ha subito deciso di giocare un ruolo decisivo per assicurare la protezione dei carcerati. Il premier si era espresso in tal senso nei giorni scorsi, appellandosi all’Ue perché abbia la medesima sensibilità.
Ora il partito dei Verdi (che sta al governo), con il suo portavoce in materia giudiziaria Ciarán Cuffe, ha espressamente dichiarato che l’Irlanda dovrebbe accogliere al più presto in particolare il detenuto Oybek Jamoldinivich Jabbarov, 30enne ubzeko catturato in Afghanistan dove viveva da rifugiato.
A Jabbarov, catturato perché sospettato di far parte dei talebani, è stato poi accordato il rilascio due anni fa, ma di fatto egli non è mai stato fatto uscire da Guantanamo poiché, insieme ad altri circa 50 detenuti, se fosse espatriato rischierebbe una brutta fine in patria. Dunque egli vive in cella a Guantanamo anche se da due anni dovrebbe essere libero.
Il presidente Bush aveva chiesto a circa 100 Paesi di farsi avanti per ospitare lui e tanti altri detenuti di Guantanamo, dichiarati liberi, ma che non si potevano rispedire in patria per possibili persecuzioni. Jabbarov in particolare a Guantanamo aveva ricevuto la visita (autorizzata) dei servizi segreti uzbeki, che lo avevano velatamente minacciato di tortura una volta che fosse tornato in Uzbekistan.
Nessun Paese aveva però risposto all’appello di Bush. Ma ora, con un nuovo presidente che intende chiudere Guantanamo, il contesto è cambiato e l’Irlanda si pone in prima fila per accogliere Jabbarov, in attesa che altri Paesi facciano lo stesso con altri ex detenuti.
(fonte: Irish Times, Radio Free Europe)