Torniamo ad aggiornare questo blog. E lo facciamo parlando di sport. Di vero sport. Di quando lo sport è esempio (positivo e negativo).
Chi ha visto ieri sera la partita di calcio tra Francia e Irlanda, a Parigi, cioè il ritorno dei play-off per la qualificazione ai mondiali del Sudafrica, ha avuto la conferma che la nazionale guidata da Trapattoni si meritasse un posto. Più dei francesi che, secondi dietro l’Italia nel 2006, hanno particolarmente deluso in quanto a prestazioni.
Il calcio, come tutti sanno, ha una regola non scritta: la palla è rotonda, e non sempre la squadra che merita di vincere, vince. Tuttavia finché la sconfitta accade per caso fortuito, si può sorvolare: succede.
Quando invece la sconfitta accade perché un arbitro (dolosamente o colposamente, non lo sapremo mai, ma Calciopoli ha insegnato che può essere anche dolosamente) non vede un chiaro fallo di mano e convalida un gol invalido, l’unica reazione che si può avere è quella di incazzarsi terribilmente.
Il Trap, invece, ha cercato di mantenere la calma ai microfoni di Rte, come si può vedere da questo video:
Spiace vedere eliminata una squadra che ha giocato così bene, spiace ancora di più che ciò avvenga per colpa di un errore arbitrale. Con Michel Platini, francese, a capo dell’Uefa, oggi pensano tutti male. E del resto, nella cronaca ospitata dal sito ufficiale dell’Uefa, non una parola sul fallo di mano di Henry. E questo mentre invece i giornali francesi (su carta e online) continuano a scrivere di vergognarsi della qualificazione.
Ora gli sportivi veri dovrebbero sperare che la Francia perda tutte le partite del mondiale e se ne vada a casa anzitempo. E’ il minimo. Ma si potrebbe fare anche qualcosa d’altro. Ad esempio: tutte le squadre che giocheranno contro la Francia da qui al 2010 (mondiali compresi), potrebbero far indossare una fascia tricolore irlandese in testa ai propri giocatori.
La terra d’oltralpe, che sia chiaro, non dovrà dimenticarsi facilmente di questo assurdo regalo antisportivo.
Concludiamo con un altro video. Francia-Irlanda, 2007. I tifosi ospiti cantano l’inno nazionale francese.
Monsieur Platini, è quello visto ieri sera a Parigi il ringraziamento?
E’ al di là delle aspettative più rosee il risultato del nuovo referendum sul Trattato di Lisbona, che ha visto gli irlandesi esprimersi il 2 ottobre per la seconda volta dopo la vittoria dei “no” risalente a giugno 2008.
Come in Italia, anche nel Regno Unito la politica è sovvenzionata dalle tasse dei cittadini. I costi della politica sono un tema molto discusso e anche a Londra qualcuno in questi giorni protesta.